La prima tappa della nostra visita ad Orvieto è il famoso Pozzo di San Patrizio, situato accanto ai giardini della Fortezza di Albornoz, a poca distanza dalla stazione ferroviaria cittadina. Il pozzo è l’attrazione principale della Orvieto Sotterranea, caratterizzata da un percorso ricco di pozzi e grotte.

Il Pozzo di San Patrizio, profondo 53,15 metri, fu progettato da Sangallo Giovane con lo scopo di dotare la città di un sistema indipendente di approvvigionamento dell’acqua. Il pozzo è costituito da due rami di scale che si avvitano su sé stesse senza mai incontrarsi. L’interno non è illuminato artificialmente, ma non è affatto buio: la luce infatti filtra attraverso un sistema di settanta finestroni. La struttura  è molto particolare e chi scende e chi sale non si incontra mai, tranne sul ponte finale che collega i due rami di scale. Una volta arrivati sul fondo, tradizione vuole che si lanci una moneta esprimendo un desiderio. E si spera che scendere i 248 gradini del pozzo sia di buon auspicio per l’avverarsi del desiderio espresso!

Il cuore di Orvieto è rappresentato dalla piazza centrale che ospita il famoso Duomo intitolato alla Vergine Assunta. Prima di arrivare alla Cattedrale, si può fare una piccola sosta nei pressi del simbolo della città: la Torre di Maurizio.

La torre fu costruita per ospitare l’orologio necessario a scandire i turni di lavoro nell’imponente cantiere della cattedrale. L’orologio è stato dotato anche di un automa in bronzo con martello per battere le ore sulla campana. L’automa fu chiamato Maurizio, nome derivante dall’alterazione popolare del sostantivo latino muricium, cantiere. E ancora oggi, il monumento viene identificato proprio con il nome di Maurizio. Purtroppo, la torre è aperta solo in occasioni speciali, durante le quali i fortunati turisti possono salire fino alla cima.

Il Duomo è una delle realizzazioni più significative della fine del Medioevo. In realtà, la cattedrale è stata edificata nel corso di più secoli e, precisamente, tra il XIII e il XVIII secolo. Prima di entrare, la facciata con i mosaici, i rosoni, i bassorilievi e i bei portali merita sicuramente una sosta.

L’interno lascia senza fiato, dal coro alla tribuna, dagli affreschi raffiguranti il Paradiso e l’Inferno (1499-1504) realizzati da Luca Signorelli al Reliquiario del Corporale fino alla Pietà, capolavoro di Ippolito Scalzo risalente al 1570/79. Il notevole gruppo marmoreo rivela l’influenza della più nota Pietà romana di Michelangelo Buonarroti.

Il Duomo, comprese la bella Cappella di San Brizio e la Cappella del Corporale, è visitabile tutto l’anno sia di mattina che di pomeriggio. Il costo del biglietto varia a seconda che si scelga o meno di includere nella visita anche i Palazzi Papali e la Chiesa di Sant’Agostino.

I Palazzi Papali sorgono proprio alle spalle della Cattedrale e ospitano le collezioni permanenti del Museo dell’Opera del Duomo. Le collezioni sono distribuite su due piani. In origine, i palazzi furono costruiti per ospitare i pontefici Urbano IV Pantaléon, Gregorio X Visconti e Martino IV de Brie. Entrambi i piani sono un susseguirsi di sale una più bella dell’altra, dalla Sala della Maestà e Stanza delle Meraviglie alla Sala delle Sinopie.

Per arrivare alla Chiesa di Sant’Agostinoinvece, bisogna attraversare la Piazza del Duomo costeggiata dai palazzi apostolici e arrivare nell’antico nucleo medievale, il Quartiere di San Giovenale. E’ proprio qui che sorge la Chiesa di Sant’Agostino con il suo magnifico complesso scultoreo delle statue degli Apostoli e dei Santi Protettori e lo splendido gruppo dell’Annunciazione di Francesco Mochi, risalente al 1603-1608.

La visita della città è completata dalla Libreria Albèri, risalente al 1499 e costruita per ospitare i circa 300 volumi appartenenti all’arcidiacono Antonio Albèri, dal Palazzo Soliano sede del Museo Emilio Greco e infine dalla Chiesa dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo.


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